CATERINA CIVALLERO

E MARIA LUISA ROSSI

 

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C. CIVALLERO 339 1461010  

 

 

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LA DONNA, I FIGLI, LA CASA, LE CRISI: TULLY

19-03-2020 07:18

Civallero Caterina e Maria Luisa Rossi

News,

LA DONNA, I FIGLI, LA CASA, LE CRISI: TULLY

La gravidanza è per la donna un naturale fenomeno fisiologico dalle infinite proiezioni organiche e psichiche. Da DOPPI PER ESSERE UNICI(su Amazon)

 

 

 

«L'energia che attiva la crescita del sistema nervoso durante le prime otto settimane di gravidanza è così potente che se continuasse a quel ritmo, nel giro di nove mesi il cervello del bambino sarebbe grande come il pianeta terra.

È la stessa forza che fa nascere i soli, le galassie e gli universi...».

da Metagenealogia, la famiglia un tesoro, un tranello.

ALEJANDRO JODOROWSKI

E MARIANNE COSTA

 

 

L’attrice sudafricana Charlize Theron è ingrassata di ventidue chili per interpretare il ruolo di Marlo, in Tully, il film americano diretto dal regista Jason Reitman del 2018 che ritrae la storia di una donna con tre figli in profonda crisi post-parto per l’ultima delle tre gravidanze. L’attrice, già premio Oscar nel 2004, ha infatti spiegato nell’intervista rilasciata a Entertrainment Tonight che è stata una scelta necessaria poiché il copione descriveva il ruolo inderogabile di una donna a pezzi, che sotto il peso della sua famiglia stava cercando una ragione per non crollare: “Ho preso circa ventidue chili per questo film. Volevo

sentirmi come s’è sentita questa donna e penso che per me sia stato un modo per avvicinarmi a lei ed entrare nel suo ordine di idee. Sapete, è stata una grande sorpresa per me. Mi è venuta anche una forte depressione”. Per interpretare questo ruolo l’attrice ha dovuto consumare, circa otto volte al giorno, enormi quantità di cibo ipercalorico, grasso e zuccherino. Questi eccessi hanno modificato profondamente la sua linea, e per tornare allo stato di normalità c’è voluto più di un anno e mezzo di tempo, una dieta severissima, e altri sconvolgimenti psicologici importanti che l’attrice descriverà in seguito rilasciando altre interviste. Non è il primo caso in cui un attore si presta a questo tipo di trasformazione, che non utilizza controfigure o stratagemmi digitali, e lei stessa aveva già chiesto al suo corpo una prima grande mutazione, anni prima, quando aveva interpretato il ruolo di Aileen Wuornos, in Monster nel 2003. 

Ma perché questo film ci sta così a cuore da trasportarlo fra le pagine del nostro terzo libro?

La Storia di Tully racchiude un esempio concreto e straordinario di come la modalità gemellare agisce a livello profondo ribaltando la struttura di una tipica famiglia con figli.

La gravidanza è per la donna un naturale fenomeno fisiologico dalle infinite proiezioni organiche e psichiche. Non è solo il corpo a cambiare durante e dopo la gestazione, ma l’insieme della persona, sia nella sua struttura individuale che nella sua essenza come membro di un sistema. Lo sconvolgimento ormonale dettato dalla maternità avvolge la donna, e il ruolo che essa riveste all’interno della sua famiglia, con un nuovo manto epidermico che spezza i legami preesistenti fra lei stessa e la sua percezione di se stessa.

Il fenomeno di trasformazione avviene a ogni gravidanza, poiché ognuna di esse rilascia nel sangue della donna importanti informazioni biochimiche necessarie al suo orientamento come madre. Come cita lo stesso film in una scena particolare il DNA del figlio resta nel corpo della madre e lo reindirizza, per circa  tre anni, alla scoperta di una strategia biologica di sopravvivenza del gruppo. Ogni gravidanza manifesta questo potenziale, e alcune recenti teorie spiegano di come nell’utero della madre restino sostanze appartenenti al figlio che vengono, in seguito, passate a eventuali successivi fratelli.

L’utero diviene depositario di una banca dati che immagazzina e ritrasmette informazioni atte allo sviluppo e alla sopravvivenza del nuovo nato e condizionano la figura del genitore poiché egli sia in grado di far fronte alle necessità che la maternità richiede. Per questo motivo la gravidanza è una fase molto delicata della nostra vita o della vita della nostra compagna o dei nostri figli. Durante il suo svolgimento, e soprattutto nella fase successiva, la donna incontra un ri-adeguamento informatico della sua comunicazione con se stessa e con gli altri. Riconoscere il linguaggio che si manifesta spesso disorienta e le conseguenze per molte donne sono devastanti. Il termine post-partum racchiude questo scenario appena descritto, degno di un film drammatico e candidato sicuramente a premi che vanno oltre l’importanza di un Nobel. Sopravvivere a questi sconvolgimenti è per la famiglia una prova impegnativa, e mai come in questa esperienza occorre portare in scena ogni strumento disponibile per la coesione e la sopravvivenza dell’intero sistema. Charlize, nel ruolo di Marlo porta in scena Tully, una tata notturna che il fratello le suggerisce caldamente di contattare per far fronte alla stanchezza emersa dopo l’ultima delle tre gravidanze. Mia, la neonata, è una bambina dolcissima che per tutto il film non sentiremo mai piangere, ma ciò non basta ad alleggerire la sofferenza di Marlo che per gestire Sarah di otto anni, Jonah di sei, che nel film viene definito come bambino “atipico” per i suoi comportamenti autistici, la casa, e la sua relazione di coppia, sprofonda in uno stato di superaffaticamento e per proteggersi si distacca emotivamente da ogni cosa. La vediamo infatti muoversi fra le mura domestiche come un automa. Il marito, probabilmente abituato a questo comportamento dalle gravidanze precedenti, si isola con un paio di cuffie fra le mura della camera da letto e compete con i personaggi fantastici dei suoi videogiochi, probabilmente nel tentativo di trovare un ambiente virtuale in cui nascondersi e salvarsi dal naufragio della sua famiglia.

Intanto Marlo sta per scivolare in un abisso pericolosissimo che la porterà a sognare il fondo buio, ma limpido, di un mare nel quale immagina di  intravvedere una sirena che nuota verso lei, come a  salvarla. La vedremo due volte nel film, che vi suggeriamo con assoluta premura di vedere o rivedere. La sirena compare una volta all’inizio e una alla fine del film, poco prima del finale, che il regista vuole sia a sorpresa.

 

Continua sul Blog con Tully e gli universi paralleli

Tratto da

DOPPI PER ESSERE UNICI il nuovo libro di

Caterina Civallero e

Maria Luisa Rossi

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