CATERINA CIVALLERO

E MARIA LUISA ROSSI

 

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C. CIVALLERO 339 1461010  

 

 

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COERENZA È AMORE

02-04-2020 10:40

Civallero Caterina e Maria Luisa Rossi

News, Salute e Benessere, La coppia nella sua gemellarità, EROS, RAPPORTO DI COPPIA, ETIMOLOGIA,

COERENZA È AMORE

Tratto da DOPPI PER ESSERE UNICI di Caterina Civallero e Maria Luisa Rossi: Un'etimologia che alcuni ritengono falsa, ma estremamente poetica, vuole c

Tratto da DOPPI PER ESSERE UNICI di Caterina Civallero e Maria Luisa Rossi:

 

Un'etimologia che alcuni ritengono falsa, ma estremamente poetica, vuole che derivi dal latino a-mors, senza morte, altre teorie indicano sia una parola che non ha radici se non da se stessa e che quindi prenda significato a seconda del senso che gli vogliamo dare. Altri la associano al concetto di desiderio, attribuendole origini che la accomunano al fonema mao con cui divide il suono che la compone.

A noi piace pensare che la A sia privativa, e che significhi per l’appunto senza morte. La parola, infatti, è composta dalla A che è un alfa privativo greco, cioè un suffisso che nega la parola che segue, come in morale/amorale, settico/asettico, seguito da mors che significa morte. Amore è incontrare la morte, e amore è l'unica energia in grado di compiere questa impresa, perché amore presuppone coraggio per sconfiggere il tempo, o il senso lineare che ne abbiamo. Quando la morte giunge, e si badi intendiamo la morte di chiunque e di qualunque cosa, entra in scena un potente martello di ferro che spezza la sfera cristallina della nostra coscienza in milioni di frantumi. Il tempo si ferma di colpo, e ogni cosa obbedisce al ticchettio di nuove lancette interiori. Tempo e spazio si dilatano e poi si contraggono, e una nuova onda energetica ci trattiene in vita permettendoci di respirare ancora. È attraverso quelle schegge preziose, che sarà possibile muoversi in un continuo gioco di specchi capace di rimandarci immagini orientative. Per noi, nel contesto in cui ci muoviamo, approfondendo il tema della modalità gemellare, amare significa non aver paura di smettere di esistere, vivere senza vedere il proprio tempo finire, relazionarci all’altro senza il timore della morte di noi stessi, dell’altro o della relazione. Specchiarci nell’immagine cangiante dei frammenti della vita e riscoprirci nuovi. Amore è una parola senza tempo, che si muove in un’unica direzione inter-dimensionale. Nasce si sviluppa si trasforma e non smette di esistere. Cavalca il tempo lo asseconda lo insegue, e da lui si fa inseguire. Amore una volta generato esiste con moto perpetuo.

Amore è anche il nome di una divinità dell’olimpo, anche conosciuto come Eros, figlio di Afrodite, che si innamora della bellissima e mortale Psiche, una giovane fanciulla a cui si fa riferimento quando si parla dell’anima gemella, ovvero dell’amore umano, quel tipo di spinta energetica, spesso folle, che ci spinge “fuori di noi”, e ci rende capaci di catalizzare grandi imprese. Le gesta di Amore e Psiche sono narrate in un racconto di Apuleio (II d.c.) e il loro noto abbraccio è rappresentato in una delle più mirabili sculture marmoree firmata dal celebre Antonio Canova, conservata al museo del Louvre.

Il tentativo di spiegare l’amore, di narrarlo, dipingerlo, scolpirlo spinge Prevért a scrivere: "La vita è una ciliegia/la morte il nòcciolo/l'amore il ciliegio".

Ma l’Amore ha vari aspetti ed è riduttivo pensare a un’unica sua forma: infatti, in greco, abbiamo tre classificazioni di questa parola: Eros, Philos e Agape.

L’Eros avviene sempre tra due persone. L’amore erotico si verifica quando l’attrazione fisica e sessuale portano gli amanti a stare insieme fisicamente. Questo porta le persone, in alcuni casi, al rapporto carnale occasionale che sia giusto per entrambi. Se, invece, all’attrazione fisica si aggiunge il romanticismo, il matrimonio e l’idea di famiglia, subentra il Philos. Esso va inteso come “amore fraterno”, non necessariamente tra i membri di famiglie biologiche, ma anche tra amici molto stretti. È, per così dire, l’impegno a condividere profondamente la propria vita. L’Agape è l’amore incondizionato verso il divino in tutte le sue manifestazioni: dall’Universo alla natura terrena, dal Dio cristiano alle divinità antiche, da ciò che sembra perfetto al perfetto assoluto. L’Agape è l’unica classificazione di amore che non pone limiti e, per questo motivo, non può essere realizzato dalle persone l’uno per l’altra.

L’antica lingua greca ha posto queste tre classificazioni, definendone il loro posto in ogni cuore umano.

Amore e morte sono quindi strettamente e intimamente legati da un rapporto infinitamente rigenerante, ferocemente funzionale al dictat biologico della perpetua evoluzione; si tratta del morire per fare spazio (e per dare tempo) ad altre parti sorgive di noi stessi di manifestarsi. L'Amore è una forza che dilania e che unisce al contempo.

La relazione amorosa, di qualunque genere essa sia, è un potente catalizzatore di nuovi assetti emotivi, e quindi ormonali; nuove sostanze biochimiche, vengono prodotte in virtù di bisogni attivati dalla relazione stessa. L'Amore possiede un enorme potere trasmutativo intrinseco, la sua energia contiene l’elisir per fermare dilatare e spostare il tempo: ma per amare in assoluta coerenza è necessario sacrificare parti di sé: affinché io possa incarnare l'Amore, non posso essere lo stesso di un istante prima. L'Amore è il bisogno primario che mi permette di attuare i più grandi cambiamenti ed evoluzioni, senza perdere mai la propria essenza. L'Amore ci permette di accettare la mortificazione delle nostre maschere permettendoci di essere più autentici, più veri.

Jung stesso afferma che solo nell'Amore si manifesta la vera umiltà umana verso le proprie ombre, verso le proprie fragilità.

Solo nell'umiltà e quindi nel riconoscere le proprie ombre e fragilità siamo realmente pronti ad accogliere qualcosa che è infinitamente più grande e più potente di noi: l'Amore, che come noi appartiene al cosmo, e alle sue leggi risponde.

 

Ospiti della puntata 02/04/2020 su Radio Visione Alchemica 

"COERENZA E CAMPO ELETTROMAGNETICO"

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