CATERINA CIVALLERO

E MARIA LUISA ROSSI

 

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SPERANZA E MODALITA' GEMELLARE

15-04-2020 02:28

Civallero Caterina e Maria Luisa Rossi

News, Spiritualità, INFLUENCER, GUARIGIONE, CURA, EVOLUZIONE, FORZA,

SPERANZA E MODALITA' GEMELLARE

Nelle letture, negli approfondimenti di questi giorni, in una nuova dimensione dove la percezione del tempo è cambiata, ha acquisito una dimensione a

 

 

 

Nelle letture e negli approfondimenti di questi giorni, in una nuova dimensione dove la percezione del tempo è cambiata, un detto popolare che si è collocato al centro dei nostri pensieri ha acquisito un valore assoluto: “Per quanto sia lunga la veste della tua vita, non supererà la statura della tua speranza".

Ma cos'è realmente la speranza? Proviamo a rispondere senza l'arroganza di voler imporre un punto vista, ma con l'audacia di spingerci un pochino oltre per superare i limiti intellettivi.

Nel nostro sistema culturale la speranza ha acquisito una connotazione passiva, un'attitudine all'attendere, potremmo dire che l’enorme potenziale energetico, per riprendere il detto su riportato, la forza che ci permetterebbe di elevarci sia anestetizzata dalla paura di vivere, di percepire, di ritrovarsi nel suo opposto, la di-sperazione che conduce, invece necessariamente, alla mancanza di speranza.

Nota è l’affermazione “speriamo in Dio” dove la speranza è una forza percepita e collocata al di fuori dell’Essere Umano; la speranza prende forma laddove la sua manifestazione è stata delegata a una sorta di Dio appunto, o di super eroe, o per usare un gergo corrente all’influencer di turno.

Ci concediamo di sperare in virtù della benevolenza e della buona disponibilità di una Energia che definiamo superiore, che meriti, a seconda del momento storico e culturale , la nostra fiducia. Ci rivolgiamo a un'entità riconoscendole il potere di cambiare le cose, di saper individuare e attuare una soluzione per noi. Nel tempo abbiamo delegato a diversi attori questo ruolo: la natura, la scienza, la medicina, l’economia, la finanza, la politica hanno sostituito su nostra richiesta il nostro ruolo.

La speranza, per come è vissuta, conduce a crearci spesso degli auspici, di fronte ai quali incontriamo sempre un indizio importante, ovvero  l'aspettativa stessa che appunto ci pone in un'ottica distorta della realtà, dove quest'ultima ne risulta frammentata. E nell'attesa di veder realizzati, non è chiaro in virtù di chi e di cosa, i desiderata che probabilmente possono soddisfare solo alcune parti di noi e solo temporaneamente, viviamo l’incanto e il disincanto.

L'aspettativa genera piacere solo ed esclusivamente nel momento in cui la creiamo, alimentando una sorta di idealizzazione fanciullesca di qualcosa che ci si attende di veder realizzato nella proiezione dell'attuale realtà.

La saggezza popolare, che trova manifestazione attraverso il detto introduttivo, ci indica il percorso e ci induce a una riflessione profonda su noi stessi, sulla nostra crescita ed evoluzione e sottolinea l'analisi etimologica stessa della parola sperare, che conferma il valore della preziosa indicazione contenuta nell’affermazione stessa “speriamo in Dio”, dove sperare significa appunto “spingere verso, affrettare, essere di impulso”.

Quella forza che chiamiamo speranza a poco a poco si esaurirà come conseguenza del nostro atteggiamento fatalista. Più che affidarsi al destino, che è comunque la risultanza di eventi, di persone, di relazioni, di emozioni, forse sarebbe più utile affidarsi a se stessi, alle proprie abilità di trasformare quel destino a poco a poco, vivendolo, interagendo con lui, facendo sì che la speranza diventi uno stimolo più che un’aspettativa, che se disillusa, sarà inevitabilmente da ostacolo.

Sfidando il destino ogni giorno, investendo energie affinché si possa compiere il proprio progetto di vita, che è unico in tutto l’Universo, la modalità gemellare così come la intendiamo noi, nel suo percorso di integrazione alchemica delle parti può essere l'acquisizione di un valido pacchetto di programmi per il nostro “sistema operativo”, per attivare la nostra capacità di sperare in modo costruttivo, portando in scena l'abilità di “elevarsi” per entrare, finalmente, in contatto con la propria infinita abilità umana in tutta la sua reale completezza.

Trasformare la speranza in uno strumento che sottostà alla volontà e non più al fato, nutrendola e sostenendola con le proprie abilità umane, che sono il pacchetto di programmi biologici che la natura ci ha donato e che noi abbiamo voluto chiamare modalità gemellare, permette a noi stessi di aderire e di essere coerenti al proprio progetto di vita.

 

 

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